Fumetti

Nella mia splendida vita i fumetti hanno avuto un ruolo dominante, di gran lunga superiore ai libri di testo ma anche ai libri in genere che non sono mai stati una mia gran passione, se non dalla parte dello scrittore…

In effetti la mia collezione di Fumetti ha leggendariamente caratterizzato la mia esistenza ingombrando decine di m³ di spazio, intasando intere cantine, solai, traslocati da un box all’altro per la gioia (o meglio la croce) dei miei cari amici che da sempre mi seguono e mi aiutano nei frequenti traslochi della mia irrequieta instabilità residenziale.

  

Ad Agosto 2009, a fronte dell’ennesimo trasferimento dei miei beni ambulanti, ho deciso che questa immensa vagonata di quintalate di amata carta sarebbe finita altrove, così ora è gloriosamente esposta nelle ceste di un’edicola a Lido delle Nazioni.

  

Sorvolando sugli albi di origine ( Topolino, Tiramolla & C.)

Dal ’72 ad oggi ho sicuramente letto e amato non meno di 6-7.000 albi di cui molti di altissimo livello grafico e narrativo. Per quanto ci sia poca considerazione del fumetto in genere il mio pensiero al proposito è ben chiaro: soprattutto dal 26-9-1986 data di uscita del primo Dylan Dog… da allora il mondo del fumetto ha raggiunto vette di profondità emotiva veramente straordinarie, paragonabili ai migliori libri o film d’autore anzi, torno a sostenere la mia eretica convinzione che i fumetti siano molto meglio dei libri, più completi, più piacevoli e più spettacolari.

Ecco quindi la copertina del primo ultraleggendario numero di Dylan nonchè la copertina di quello che tuttoggi considero il più bel fumetto di tutti i tempi: “SOGNI” ne ho comprato numerose copie che ho regalato alle persone care, è semplicemente un’opera d’arte.

  

Sul podio della collana Dylan Dog ho il dovere di menzionare l’unico album che mi abbia strappato sincere lacrime di commozione, qualcosa di veramente straordinario:

In realtà il compagno più presente nella mia vita è stato il caro, vecchio Zagor: lo spirito con la scure è stato il mio primo idolo su carta stampata e nel tempo ho affettuosamente continuato a leggerlo, pur rendendomi conto che dal punto di vista strettamente artistico è un personaggio un po’ carente, ma è pur sempre vero che la Bonelli stessa ha preferito mantenere incontaminato il carattere “avventura” che rimane così povero di contenuti ma semplice e disimpegnato, quindi a modo suo piacvevole e divertente.

 

Nel tempo ha conquistato un posto d’onore anche il mitico Diabolik, così come ho cercato su bancarelle, Ebay e collezionisti di ogni dove gli album originali di Satanik, un personaggio eccellente nei primi numeri degli anni 60 che però è stato alterato dalla critica e ha perso quella caratterizzazione originale che lo rendeva innovativo e seducente, considerando appunto gli anni in cui è stato pubblicato. Di Diabolik posso dire che la genialità editoriale delle sorelle Giussani ha sempre saputo mantenere il personaggio attuale, aggiornandone le tecnologie agli scenari evolutivi, caratterialmente il ruolo della sua partner si è progredito nel tempo adeguandosi alla diversa concezione della presenza femminile nell’ambito di coppia e della società in genere, Diabolik stesso è stato interprete di una maturazione di valori e contenuti che, dai primi albi un po’ crudi e spietati, è divenuta nel tempo una lotta contro il male difendendo i più deboli, furti geniali ma con un preciso codice d’onore in cui la morte spetta solo, come giustizia inappellabile, ai veri cattivi della società: trafficanti, traditori, sfruttatori, doppiogiochisti ecc…

 

Posto d’onore tra i fumetti della mia vita anche al caro Comandante Mark e allo straordinario Nathan Never, un autentico capolavoro sia per quanto riguarda le storie meravigliose che per le ambientazioni futuristiche estremamente curate e realistiche.

 

Devo infine ricordare gli ultimi amici: Nick Raider e Alan Ford