Luoghi perfetti e luoghi assoluti

Esistono luoghi perfetti, in cui stiamo bene, in cui siamo nelle condizioni di vita ottimali per rilassarci, divertirci, pensare, stare bene, felici… sono luoghi collegati alla nostra vita, alla nostra infanzia, a momenti positivi, ricordi significativi, in questo luoghi torniamo spesso perché sappiamo che, comunque vadano le cose, staremo bene… sono rifugi dalla noia, dalla tristezza, dalla malinconia…

Poi esistono luoghi assoluti, pochi, pochissimi… ognuno di noi ne ha 2 o 3… sono luoghi in cui la nostra anima si espande e si collega ad una unità superiore, livelli maggiori… questi luoghi è come se contenessero delle porte verso lo spazio cosmico, oltre il tempo, oltre la memoria stessa… qui noi non solo stiamo bene, ma riceviamo, percepiamo emozioni esterne… ci colleghiamo in un dialogo spirituale con le anime affini, quelle che sono qui per svolgere una missione analoga alla nostra… è come se ci radunassimo ogni tanto, istintivamente, inconsapevolmente… a riequilibrare le energie, a scambiare messaggi e conoscenze, segnali e progetti… qui nascono, partoriti da un germe ultraterreno, le nostre intenzioni, i nostri sogni, il dialogo interiore che porta alla progettualità esistenziale, all’ascolto della nostra essenza corporea ed extra-corporea…

Il mio primo luogo assoluto è la spiaggia di Malindi, in Kenya… Ci sono stato 12 volte, sempre in momenti particolarmente delicati della mia vita… come se il regista che scrive le pagine della mia sceneggiatura conosca l’attimo in cui devo superare un ostacolo, rimettermi in gioco, in discussione, esaminarmi, entrare in me e scavare, scavare, anche con il piccone e il badile, se il caso… anche con la ruspa ma scavare, entrare nelle mie ansie, nelle angosce primordiali, nei ricordi annebbiati e tenebrosi che partoriscono e popolano gli incubi più destabilizzanti… le notti inquiete bombardato, rincorso, fuggo nel buio e non ho nulla, non c’è nulla, è tutto perso, tutto finito, posso solo correre e scappare, da tutto, da qualcosa, da chiunque, solo scappare… senza una ragione né un perché… scappare dalla paura, scappare dall’orrore… camminando sulla sabbia dorata Africana, tra la foce insanguinata del Sabaki River, che trasporta nell’Oceano Indiano le terre rosse dei Grandi Parchi… tra le dune di Angel Bay, la Baia degli Angeli, delicata distesa candida di chilometri, tanti chilometri di sabbia finissima e livellata dal vento… la luce equatoriale incendia questa striscia balneare incorniciata dalla barriera corallina e dalle palme tropicali, cariche di noci di cocco… adornate da bouganvilles rosse, bianche e poi le mie preferite, quelle fucsia… Non è un colore qualunque… è una tonalità splendente e unica nel suo genere: la trasparenza del petalo serigrafato dai raggi dal sole, acquista una lucentezza cromatica unica, straordinaria, incantevole… In questo luogo in genere decongestiono le voragini esistenziali, ripopolo la mia ideologia, abbandono le barriere e gli scudi, le protezioni, le paure, l’insicurezza e la confusione mi ricarico di energia creativa e desideri di luce, bellezza, traccio orme da seguire e quando comincerò il cammino non avrò incertezze… tutto è nato dalla mia bussola interiore più profonda, navigata, esperta… la mia stella polare… il mio cuore…

Poi ho un altro luogo assoluto, molto importante, ancora da interpretare… Mi chiama da 12-13 anni ormai, mi convoca a sé e io assecondo le sue richieste, vado, giungo, arrivo alle sue sponde e osservo, ascolto, in ogni stagione, in ogni ciclo della mia concitata ricerca di amore… da sempre lui mi chiama e io non so cosa devo fare, cosa devo cercare… mi adagio sulla riva, carico di malinconia e osservo i riflessi dorati, le onde leggere che brillano, rispecchiano il cielo, si adagiano delicate sul molo, cullando le paperette, i cigni, le anatre… quanti anni ho passato lì… sulla panchina che volge ad ovest, l’unica da cui si vede il tramonto… come un vecchietto 90enne estate, inverno…. Sottozero a congelare seduto di fronte al nulla alla ricerca, nell’attesa, non ho mai saputo, mai avuto risposte… quando pensavo stessero arrivando erano nuove domande, nuove riflessioni… Ma le sponde continuavano, continuano a chiamarmi, e io cammino, nei vialetti colorati costellati di fiori profumati, cammino osservando la grande luce, il grande scenario, burattino senza fili alla ricerca di una risposta per il mio cuore che da anni mi porta a bivaccare silenzioso, immobile… una congiunzione tra le lacrime del passato e la grande luce che un giorno aprirà nel mio cuore spazi sconfinati per una esplosione di vita fiabesca… ci saranno nuove stelle nel firmamento, nuove mappe, nuove strade, un mondo nuovo senza più ombre né fantasmi, solamente sogni, dolci, dorati, incantevoli sogni…

Ho consumato di lacrime quella panchina, ho sfamato intere generazioni di papere, cibato i pesciolini della battigia, li contavo e li conoscevo uno ad uno, salutavo le rose e le petunie e sempre osservavo il sole tramontare, infuocando le nuvolette rosse, viola, lilla, rosa… senza che nulla accadesse… giungevano le stelle nel cielo gelido invernale, la luna argentava e il lago brillava, tante… infinite gocce di malinconia… lasciavo le rive come un pulcino abbandonato, bagnato, umido, infreddolito, a volte congelato, passeggiavo avanti e indietro, esploravo ogni baia, ogni anfratto, ogni sponda, ogni passaggio… dalla Collina d’Oro osservavo il mondo, scendevo e risalivo, costeggiavo, tutto, tutto… e fotografavo, le piante che dolcemente si adagiano verso le acque amate, ricamate, tra i canneti e i ramoscelli, le magnolie, le foglie secche, azalee, fiori di melograno, boccioli di rosa, ortensie azzurre, narcisi, limoni… e petali, ovunque, di camelie rosse… quando fioriscono le principesse i marciapiedi, le strade, sono macchiate di primavera… è la festa delle fioriture, del cuore, dell’amore… eppure i miei ventricoli sono sempre sigillati, cementati e perforati dalla solitudine sconfinata di chi non ha confini al proprio bisogno di amare…

Da queste acque, da questo lago, da sempre giungono segni dorati di luce, di vita, di amore…. Da sempre… e io, sapendo che non sto aspettando un incontro qualunque ma un incontro superiore, assecondo gli anni e continuo ad aspettare… ora, se nella luce delle acque che profumano speranza, brillano stelle magiche, argentee, scintille di una fata ricca di arti magiche, con il vento e il sole, l’aria e la terra, splendido seme che traccia orme nel deserto dei suoi sogni perché tutti sogniamo, noi, elfi, folletti del bosco… sognano i trolls, le sirene, i tritoni e le libellule, le farfalle e le piccole stelle cadenti che ogni tanto scintillano nella nostra vita, illuminandola, d’amore…

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