Matematica sociale

Replico un mio illuminante articolo scritto per il web-magazine Il giornale della Vita

In matematica, un raggruppamento di oggetti rappresenta un insieme e gli oggetti della collezione possono essere qualunque cosa: numeri, lettere, persone, figure, ecc.

  • Il sistema è considerato l’insieme degli insiemi e l’insieme è la somma di singole unità.
  • Gli oggetti che compongono un insieme si dicono elementi di questo insieme.
  • Un elemento può appartenere o non appartenere a un determinato insieme, non ci sono vie di mezzo.
  • Un elemento non può comparire più di una volta in un insieme (mentre può comparire più volte in un multiinsieme)
  • Gli elementi di un insieme non hanno un ordine di comparizione.
  • Gli elementi di un insieme lo caratterizzano univocamente.

Se applichiamo questa visione matematica al piano dell’umanità è semplice renderci conto che esiste un sistema sociale (ovvero numerosi sottosistemi) che raggruppano numerosi insiemi (ovvero numerosi sottoinsiemi) detti anche “classi” laddove identificano una categoria definita o propria di insiemi e infine gli elementi singoli e individuali che coincidono con il singolo individuo.

E’ facile ora, con questa visione, capire che esiste un sistema in termini di definizione, infatti spesso parliamo di sistema per definire un insieme di insiemi, combinazioni di vari modelli sociali, strati, classi, credenze, ideologie, ruoli, allineamenti… ma fisicamente questo sistema NON ESISTE, non è né reale né tangibile!

E lo stesso vale per l’insieme: c’è l’insieme degli uomini e quello delle donne? Certo, ma solamente sul piano della matematica insiemistica, della definizione, sul piano della realtà fisica, di nuovo NO: NON ESISTE! Non possiamo né vederlo, né cercarlo, né trovarlo: possiamo solo definirlo!

Al contrario, gli elementi che compongono i sottosistemi che compongono gli insiemi, che compongono i sotto-sistemi che compongono i sistemi ESISTONO!!!

E sono l’unica reale realtà fisica, vera, tangibile e visibile, esistente e, di conseguenza, l’unica su cui è possibile intervenire e l’unica con cui è possibile interagire.

Anche se siamo regolarmente abituati a parlare di società, cittadini, umanità, sono solamente DEFINIZIONI di un insieme di insiemi: l’unica realtà reale è il singolo individuo che li compongono.

E così, parliamo spesso di un sistema corrotto, un sistema malato, un sistema in crisi, un sistema che… facendo una inutile e dispersiva retorica senza possibilità alcuna di intervento diretto da cui, quando si cerca di affrontare un pensiero di modifica, cambiamento, miglioramento del sistema, si decade in un meandro impossibilista che sembra persino radicarsi in un labirinto di utopie. Questa visione è molto dannosa e non a caso potrebbe essere la radice stessa di quel malessere apparentemente “non curabile” proprio perchè è impossibile intervenire su qualcosa che esiste solamente come definizione. Allo stesso modo non è possibile intervenire nei sistemi o nei sottosistemi ma solo ed esclusivamente a livello individuale.

E’ un passaggio estremamente semplice, perchè si tratta banalmente di entrare nella più elementare delle consapevolezze, ma come sempre è difficile cambiare prospettiva, visione, lettura. Siamo talmente radicati nella rassegnazione che non si prende neppure in considerazione l’ipotesi di un miglioramento possibile, portare buone intenzioni, motivazioni, prospettive, possibilità significa scontrarsi con un immenso muro di gomma, una sorta di ostruzionismo sociale indotto da una visione distorta, negativa, disfattista e purtroppo anche enormemente egoistica e menefreghista della realtà.

  • Perchè sforzarsi di fare qualcosa quando è così comodo fare un bel niente?
  • Perchè mai dovremmo pensare qualcosa di buono col rischio di non poterci più lamentare?
  • E perchè mai dovremmo curarci di qualcosa che non sia nostro preciso interesse?
  • Come potremo trovare il tempo per fare qualcosa di buono con tutti gli impegni che abbiamo?

Passiamo intere giornate in coda per entrare in un centro commerciale, un outlet, una mostra o un mercatino, ma non c’è mai tempo di concepire un semplicissimo pensiero, naturale, semplice ma in contrasto con il pensiero dominante:

  • “E’ possibile cambiare le cose in meglio, per tutto e per tutti”

E anche tu che ora stai leggendo con tutto lo scetticismo del case queste righe, senti benissimo che il rospetto del pessimismo, del vittimismo, dell’impotenza, brontola dentro di te ripetendo come un mantra distruttivo le solite filastrocche:

  • Sarebbe bello ma…
  • Impossibile…
  • Con tutto quello che…
  • Utopia…
  • Le solite cavolate…
  • Non è possibile tornare indietro… (e che scoperta! cosa torniamo indietro a fare? pensiamo ad andare avanti nel migliore dei modi)
  • Luoghi comuni, mezze stagioni, detti, motti, proverbi…
  • Eccetera

Sfugge completamente di vista la realtà! Si entra in un meccanismo di astrazione dove non siamo più partecipi della vita ma spettatori della vita di un sistema!

E così ci lamentiamo, soffriamo, ci arrabbiamo e siamo persino così buffi da manifestare, gridare, urlare, combattere, lottare per una causa, un effetto, un problema che esiste in quanto NOI SIAMO PARTE UNICA E REALE dell’insieme, o del sistema che lo ha creato.

Sei preoccupato dell’inquinamento, dello sfruttamento del pianeta, dell’esaurirsi delle risorse, ma dimentichi che l’umanità è il sistema che determina tutto questo a causa dei singoli elementi che lo determinano? E che TU sei uno di questi?

E contribuisci ogni volta che accendi l’automobile, il riscaldamento, ogni volta che apri il rubinetto, ogni volta che mangi, ogni volta che fai un viaggio, una vacanza, che vai al ristorante, che accendi la tv, la radio, il telefono… Quanta preoccupazione hai delle onde elettromagnetiche? Cosa provi quando vedi antenne immense svettare nel cielo che sovrasta la pianura in cui abitano milioni di persone?

Se tu non avessi un telefono, una radio, un televisore, tutto questo non esisterebbe, eppure osservi il risultato dell’insieme, lo giudichi e lo condanni dimenticando che TU sei l’elemento di base di questo insieme!

Ecco perchè una campagna a livello sociale può ottenere riscontro e risultati solamente se si rivela efficace a livello individuale.

Ma se per cambiare le cose si cerca di intervenire a livello di sensibilizzazione tramite campagne anche di importanza mondiale, il risultato è che alcuni ricevono il messaggio, altri lo rifiutano e così si alimentano le discriminazioni, le opposizioni, i contrasti, e quel perverso meccanismo di comodo per cui:

  • “Non c’è nulla da fare”
  • “Sono solo contro tutto e tutti”
  • “Tanto gli altri continuano a fare quello che vogliono”
  • “Perchè dovrei essere io a fare le cose?”
  • “Lo farei ma è impossibile…”

E ritorniamo al principio del capitolo che si conclude con il solito iniziale ritornello:

Si sarebbe bello ma…” che conclude il ciclo.

Ora proviamo a uscire un attimo da questo labirinto che si inabissa come una spirale verso gli abissi oscuri di una inutile ricerca dell’impossibile.

Usciamo dai seguenti luoghi comuni: l’umanità, l’uomo, gli uomini, gli altri, loro, tutti, per entrare con grande consapevolezza nella propria sfera individuale e renderci conto che qualunque nostro cambiamento, qualunque nostra azione, qualunque nostra intenzione sono l’UNICA POSSIBILE VIA per attuare un qualunque genere di cambiamento o più semplicemente qualunque genere di osservazione e valutazione.

L’ottimismo passivo di per sè non serve veramente a nulla: è un colore che noi diamo ai pensieri distruttivi o disfattisti. Diverso è sentire, ascoltare, osservare la nostra essenziale ed unica individualità che costituisce l’unità di base REALE di quel sistema, o quell’insieme, da cui ci sentiamo distanti o addirittura estranei.

Intervenire sul nostro status, sulle nostre abitudini, sul nostro pensare e sul nostro pensiero, uscire dalla scatoletta preconfezionata dove casa, lavoro, educazione, famiglia e spiritualità sono prestampati da un clichet uniforme e mediocre. Se le cose vanno bene, funzionano perfettamente, producono benessere e felicità a tutti i livelli, sicuramente nessuno si preoccupa di pensare un modo per farle andare peggio… Proviamo quindi a entrare in una visione diretta e consapevole del nostro ruolo individuale unico, esclusivo ed estremamente responsabile nella determinazione della REALTA’ e senza dare peso ai tortuosi pensieri della sfera mentale, provare a dare LUCE alle nostre ombre, rischiarare i nostri orizzonti interiori, identificare le aree contaminate, il fango, la melma, le zone oscure per coltivare invece le zone colorate, i semi che germogliano, i fiori che sbocciano, ascoltiamola questa nostra voglia di essere, di vivere, di credere e sognare, dipingere e colorare, creare e costruire, scoprire e condividere, torniamo ad essere partecipi e protagonisti attivi di noi stessi senza più delegare a presunti sistemi il ruolo di definirci, catalogarci, classificarci, identificarci, decidere chi dobbiamo essere, come dobbiamo essere, cosa dobbiamo essere…

Le redini della nostra libertà possono essere il principio attivo di una REALE e TOTALE azione di cambiamento che dallo starter individuale può giungere ai sistemi maggiori: locale, regionale, nazionale, continentale, mondiale e infine universale!

  • Non è possibile cambiare un sistema perchè il sistema non esiste!
  • E’ possibile cambiare uno o più elementi del sistema.
  • Io sono uno di questi elementi.
  • Tu sei uno di questi elementi
  • Ogni individuo è un elemento
  • Il tuo cambiamento è l’unico cambiamento possibile.

scritto da Paolo Goglio

5 (100%) 1 vote

Articoli simili: